MONS. MAGGIOLINI: “LA SOLITUDINE SEMBRA UNA CONDIZIONE INSUPERABILE”

“Ci sentiamo individui indistinti dentro una massa. Conosciamo tutte le lezioni sulla socialità, sulla solidarietà, sulla comunitarietà, sulla fraternità e così via. Non abbiamo mai parlato tanto di dimensione orizzontale del vivere umano come ai nostri tempi. Poi, però, ci si rende pensosi sulla verità delle nostre parole vuote inanellate in frasi sconnesse, e ci accorgiamo che la solitudine sembra una condizione insuperabile”: lo ha detto nell’omelia di ieri, festa di Tutti i Santi, mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como. Parlando della situazione contemporanea dell’uomo il vescovo ha aggiunto: “E poi c’è la noia. La noia o il superattivismo che ci impedisce di rientrare in noi stessi e di sentirci in pace e attivi e producenti. Il nulla o la farragine. Il deserto arido e brullo, o il bazar affollato e irritante, dove non vige alcun ordine e lo stesso trovaroba si disperde”. Maggiolini ha quindi parlato del rischio di vivere “affondati in una anonima che rende ciascuno di noi legione e nessuno… non abbiamo più un centro e una sintesi delle nostre attitudini. Ci sfugge un modello che ci fa essere veramente noi stessi originalmente”. La risposta a questo disagio esistenziale risiede, secondo il vescovo di Como, nel riappropriarsi delle principali verità dell’insegnamento cristiano ed i Santi ci aiutano “a diventare persone dalla fisionomia precisa e universale, aperti a una fraternità smisurata e abissale, dentro la comunione stupefacente di innumerevoli nostri fratelli la cui vita è già sepolta e rinata nel Signore Gesù”.