“GENTE VENETA”: “DOVE I DIRITTI UMANI SONO VIOLATI, NON CI PUÒ ESSERE DIO”

“I depositari delle Scritture sacre, coloro che hanno il compito di comunicarle, devono dire oggi, a voce altissima, che dove i diritti umani sono violati, là non c’è religione, non ci può essere Dio”, scrive don Fausto Bonini, direttore del settimanale della diocesi di Venezia “Gente veneta” nell’editoriale che sarà pubblicato sul prossimo numero. “La Chiesa cattolica – prosegue l’editoriale – pur responsabile di un passato non sempre lineare su questo terreno, oggi lo sta dicendo a voce alta e in tutte le occasioni. Gli Ebrei che vivono fuori di Israele non lo dicono abbastanza o non lo dicono abbastanza forte tanto da aiutare i loro fratelli di fede che non si convincono che anche i palestinesi devono avere una loro terra, perché è un loro diritto. I musulmani lo dicono pochissimo e sempre con molti distinguo o non lo dicono affatto”. ” “”In questa situazione molto grave – ad avviso del direttore di ‘Gente veneta’ – le religioni devono uscire allo scoperto. Soprattutto le tre religioni che si riconoscono in un unico Dio e risalgono all’unico padre Abramo: ebraismo, cristianesimo e islam. Gli stessi testi sacri, letti in modo letterale e fuori dal loro contesto di fondo, portano all’intolleranza e al fanatismo. Vale per la Bibbia degli Ebrei e per quella dei cristiani, come per il Corano”. ” “”Domenica sera – racconta don Bonini – mi ha telefonato Nour Dachan, il presidente delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii), per dirmi il suo sdegno per quanto era avvenuto a Bahawalpur. Mi ha fatto piacere. Mi auguro che anche tutti gli imam di tutte le moschee presenti in Italia facciano lo stesso. Non mi risulta che ciò sia avvenuto. Anzi, a volte è avvenuto il contrario. E così a Vittorio Veneto si raccolgono migliaia di firme contro la costruzione di una nuova moschea, perché la paura cresce. Fanatismo genera fanatismo”.” “