Avere collaboratori fidati e motivati al bene comune, tagliare i settori della amministrazione pubblica parassitari ed “ammuffiti”, accogliere e ascoltare “gli umili, i poco abbienti, i bisognosi”, valorizzare le realtà locali portatrici di “operosità concreta”, non cedere alla “sindrome molisana” che “fa passare troppo tempo tra proposte e decisioni, tra programmazioni e realizzazioni, tra promesse e adempimenti, tra delibere ed esecuzioni”: sono alcuni dei suggerimenti che mons. Andrea Gemma, vescovo di Isernia-Venafro, ha indirizzato al futuro presidente della Regione Molise sotto forma di lettera aperta. Nel documento, scritto in vista delle elezioni dell’11 novembre, il vescovo propone una sorta di decalogo del buon amministratore regionale, auspicando che la competizione elettorale già avviata “sia serena e fondata su idee e programmi e non su vane chiacchiere”. Il vescovo invoca “strutture per i giovani, occupazione e lavoro, infrastrutture efficienti”, indicando quale criterio delle scelte “non l’ossequio ai potenti e a coloro che contano, cittadini come tutti gli altri”, ma lo sviluppo “di tutte le realtà che formano il tessuto di questa regione benedetta da Dio”. Mons. Gemma richiama, tra le realtà vitali del Molise, anche la Chiesa cattolica, composta “da cittadini come tutti, tanto più meritevoli di attenzione in quanto istruiti dal Vangelo come leali esecutori delle leggi umane e spesso validi costruttori di bene”.” “