Passano le settimane e sembrano mancare quei successi risolutivi nella guerra al terrorismo che l’opinione pubblica soprattutto americana sembra attendersi. Né un dato né l’altro sorprende: molto diversa dalle fiction è la realtà di una politica internazionale in cui inevitabilmente su questo conflitto si innestano i tanti altri che percorrono il pianeta.” “La strage di cattolici in Pakistan è purtroppo solo la punta più tragica ed evidente di una realtà di persecuzione che percorre una vasta fascia dall’Africa all’Indonesia. Uno dei punti culturali, politici, ideologici che caratterizzano questo passaggio è proprio qui: nel significato essenziale della libertà religiosa. Si tratta di un valore definito con chiarezza e sicurezza nel Concilio, radicato in Occidente che non si è mai veramente affermato a livello planetario. Eppure la democrazia parte proprio da qui: dalla libertà religiosa. La laicità delle istituzioni ne è una derivazione, in quanto essa non esclude, ma implica una solida base di valori. Una democrazia che non si fondi su valori si converte presto o tardi in forme di totalitarismo aperto oppure subdolo.” “Sono punti evidenti della dottrina sociale, che Giovanni Paolo II ha in questi anni testimoniato ed illustrato in tutto il mondo. Quasi in un caleidoscopio in questa drammatica crisi planetaria emergono allora i passaggi non risolti, emergono le contraddizioni che ancora si determinano a livello mondiale su questi temi, tanto qui, in Occidente, quanto nel resto del mondo. E’ dei giorni scorsi la notizia di un insegnante a La Spezia che, per fare cosa politicamente corretta, ha pensato bene di rimuovere il crocifisso da un’aula di scuola media per non urtare la sensibilità di un alunno di fede musulmana. Dai grandi conflitti alle piccole, ma significative contraddizioni di casa nostra, è evidente che il passaggio storico che stiamo attraversando, in cui emergono tutti i contorni, non solo quello economico finanziario, del processo di globalizzazione, ma anche quello militare, religioso, ideologico, culturale, è per tutti difficile e richiede, da tutti, a tutti i livelli, delle risposte profonde, coerenti, lungimiranti. Ne siamo preparati?” “Ecco allora la testimonianza del papa e la testimonianza che i cattolici – addirittura fino all’effusione del sangue – sono chiamati a dare. Mettere le cose in fila, offrire un punto di riferimento aperto e comprensivo, ma nello stesso tempo chiaro nei principi e nell’identità. Non a caso tra le poche notizie di pace di questi giorni tragici c’è la nuova, grande apertura del Papa, questa volta alla Cina. E’ ancora una volta la concretezza di un coraggio che sa guardare ad orizzonti di speranza per tutti.” “” “