“Ribadire la sua vicinanza a tutte le persone che soffrono a causa della guerra, in special modo ai profughi che si stanno ammassando sempre più numerosi al confine tra Afghanistan e Pakistan”. Questo l’intento principale del messaggio affidato dal Papa a mons. Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, che oggi parte per il Pakistan, dove resterà fino al 30 ottobre per incarico del Santo Padre. Nel messaggio citato, informa la Sala stampa vaticana il Papa sottolinea che “il dolore di innumerevoli uomini, donne e bambini chiede a gran voce un sollievo tangibile. In particolare, la dolorosa situazione dei tantissimi rifugiati richiede sforzi immediati da parte di tutti coloro che si trovano nella condizione di poter aiutare”. Mons. Cordes incontrerà il 27 ottobre, alle ore 10, il Presidente della Repubblica, e in seguito il Ministro per le Minoranze religiose; il giorno seguente, alle 16.30, presiederà una Messa nella cattedrale di Rawalpindi, con i vescovi e la comunità cattolica del Paese, “per spezzare le catene dell’odio e dell’ingiustizia e per implorare da Dio il dono della pace”. Oltre agli incontri con i responsabili delle organizzazioni umanitarie cattoliche e delle Caritas locali, è prevista una visita nei campi profughi di Peshawar, dove mons. Cordes porterà personalmente il conforto del Papa. In Pakistan, rende noto il comunicato, il presidente di “Cor Unum” incoraggerà, infine, “gli sforzi spesso eroici di quei volontari che hanno contribuito, dall’11 settembre fino ad oggi, a salvare tante vite umane”, nella convinzione che “ora più che mai è importante vivere concretamente l’amore al prossimo, sia nell’accoglienza dei profughi, che nell’aiuto all’assistenza umanitaria”.