IMMIGRAZIONE: CARITAS ITALIANA, “NEL NUOVO DDL POCA INTEGRAZIONE E TROPPA REPRESSIONE”

Alla vigilia della presentazione della XI edizione del Dossier statistico immigrazione 2001 che avverrà domani a Roma (ore 10.30, via Tortona 7), la Caritas italiana ribadisce “dubbi e perplessità” sul disegno di legge con cui il Governo intende modificare la legge sull’immigrazione, lamentando “il mancato coinvolgimento della Consulta presso la Presidenza del Consiglio sui problemi degli immigrati e delle loro famiglie”. “L’impressione generale – osserva – è che non abbiano ricevuto la giusta considerazione tutti gli aspetti connessi all’interazione e all’integrazione”. La Caritas ritiene però che “vi sia ancora spazio per miglioramenti da parte del Parlamento”. Secondo la Caritas “l’impianto delle modifiche è sbilanciato verso la repressione dell’immigrazione clandestina e verso una considerazione del lavoratore immigrato esclusivamente funzionale al sistema economico e produttivo”. Tra i punti “discutibili” la Caritas ricorda “l’abolizione dell’istituto dello ‘sponsor'” con la conseguenza che “l’unica via di accesso rimane quella del contratto di soggiorno, legato all’attività lavorativa dell’immigrato”. Ma soprattutto, sottolinea, “l’immigrato è prima di tutto una persona, con una famiglia e delle relazioni. Per questo è inaccettabile la sua riduzione a pura forza lavoro, così come la restrizione delle possibilità di ricongiungimento, che finisce per incrementare situazioni di precarietà e per rendere più difficile l’inserimento nella nostra società”. La Caritas invita anche a prendere in esame la questione dell’asilo politico sotto l’aspetto “umano e sociale”. “Oggi dobbiamo cominciare a guardare in faccia la persona immigrata – commenta don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana -. Ci accorgeremmo così che è già uno di noi, è già nei nostri condomini, nei nostri luoghi di lavoro, all’interno dei nostri nuclei sociali e spesso familiari. Se riusciamo a passare dall’immaginario alle conoscenze dirette, i nostri giudizi o pregiudizi spesso cambiano”. Dall’edizione 2001 del Dossier emerge, tra l’altro, la stabilità del fenomeno immigrazione, il positivo inserimento degli immigrati nel tessuto produttivo italiano, ma anche un aumento dei problemi relativi all’accoglienza, all’accesso ai servizi, ad una sana integrazione.” “” “