TERZO SETTORE: DUE INATTESI “NO” ALLA PRESENZA NEL CNEL

Delusione e perplessità per i rappresentanti delle dieci associazioni non profit, che fanno parte del Cnel (Consiglio Nazionale del Lavoro e dell’Economia). A soli due giorni dalla prima assemblea che lo avrebbe visto protagonista, un secondo “no”, dopo quello già venuto dalla Confindustria e da altre realtà imprenditoriali, arriva al Terzo settore italiano, che oggi a Roma si presentava in veste di membro dello stesso Consiglio. Il rifiuto, che rimanda il verdetto alla Corte Costituzionale, questa volta viene dai Sindacati confederati ed autonomi, che si appellano alla presunta incostituzionalità della legge del 7 dicembre 2000, già applicata sia dal Governo attuale sia dalla Presidenza della Repubblica. “Il mondo è cambiato – ha commentato Edoardo Patriarca, presidente dell’Agesci (scout cattolici) – rispetto a quello del 1948. Significa che quello che credevamo fosse il culmine di un percorso storico del non profit italiano, cioè l’atteso riconoscimento formale non solo come parte sociale, ma anche come realtà produttiva, è in realtà solo l’inizio di una battaglia culturale che si preannuncia lunga e complessa. La affronteremo con determinazione non tanto per le nostre dieci associazioni, quanto per il ben più vasto mondo – si contano oltre 220.000 associazioni – della promozione sociale e del volontariato”.