“Negli altri Stati, c’è una grande attenzione per la famiglia, tanto che si prendono provvedimenti per sostenere, per esempio, la maternità o l’educazione dei figli. In questo senso, dico che siamo in un forte ritardo e che ci si debba muovere con forte tempestività”. Dopo l’incontro delle famiglie italiane con il papa che si è svolta a San Pietro sabato scorso, il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, è tornato a parlare di famiglia alla conferenza stampa che si è svolta questa mattina a margine del Sinodo dei vescovi. Sulla situazione delle famiglie italiane, il cardinale ha detto: “Non sono così pessimista, vedo anzi una certa vitalità”. “In Italia – ha aggiunto – la famiglia rimane una realtà sociologicamente e direi anche economicamente molto più importante rispetto agli altri Paesi” dove l’istituto familiare è invece in grossa crisi. La famiglia italiana – ha detto il presidente della Cei – “è vitale”. Essendo una struttura piccola, “è per natura sua flessibile” e quindi capace di “adattarsi alle necessità”. “Per uno Stato – ha aggiunto Ruini – questa vitalità delle famiglie è di importanza fondamentale”. Ecco perché, sul piano delle politiche familiari, lo Stato deve “muoversi con forte tempestività”. Riguardo al tema delle vocazioni, Ruini ha detto che “non si possono pretendere che vengono dalla famiglia”. “Ci sono vocazioni – ha aggiunto – che maturano in situazioni familiari che sembrano estranee se non ostili alla fede”.