Il possibile ritiro della partecipazione italiana al progetto dell’aereo da trasporto militare europeo, ha riaperto il dibattito in merito al progetto di difesa comune dell’Unione. Nel 1992, il Trattato di Maastricht ha conferito all’Unione Europea nuove competenze in materia di Politica Estera e di Sicurezza Comune (Pesc). Nel 1997 il Trattato di Amsterdam ha dato mandato al Consiglio Europeo di prendere decisioni in materia di Politica Europea di Sicurezza e di Difesa (Pesd). Per avere ulteriori indicazioni sul dibattito in corso, Sir Europa ha intervistato Nicole Gnesotto, direttore dell’Istituto di Studi sulla Sicurezza dell’Unione dell’Europa occidentale. “La guerra nei Paesi dell’ex-Jugoslavia ed in particolare il conflitto nel Kossovo – ha spiegato Gnesotto – hanno causato una vera e propria rivoluzione della politica comunitaria in materia di difesa e sicurezza. Partendo dal 1999 per giungere a Nizza, si è agito per mettere in atto la Pesd. Ora, il nuovo Trattato conferisce piena legittimità al processo decisionale nel settore della difesa comune che può contare su un Comitato politico ed un Comitato militare. La piena operatività si raggiungerà nel 2003 con la nascita della ‘Forza di reazione rapida’ dell’Ue, il che renderà fattibile anche la difesa del territorio degli Stati membri, attualmente non prevista”.” “Tuttavia, ha osservato ancora la Gnesotto, “se la politica di difesa non è ancora una politica comunitaria a tutti gli effetti significa che si mettono in comune le sole responsabilità, non le sovranità. La questione del conferimento al Parlamento Europeo di competenze in materia di Pesc e Pesd sarà comunque oggetto di discussione nel corso dei lavori preparatori della Conferenza intergovernativa del 2004″.” “