“Un’evidente decadenza del senso della vita”. Commentando l’incidente occorso domenica sera a Luca, sedicenne della provincia di Milano travolto da un’auto pirata mentre era in sella al suo motorino e trascinato per tre chilometri, ora in fin di vita all’ospedale Borgo Trento di Verona, mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del turismo, parla di “una sorta di limbo etico e di diffusa illegalità” in cui “l’attimo fuggente, fa rifuggire da ogni senso di responsabilità. Il valore dell’esistenza viene negato in un’economia della vita fondata su un umanesimo utilitaristico ormai bolso e privo di pathos e di ethos civile. Prevale un’antropologia nichilista e consumistica secondo la quale il brivido della velocità, che ad esempio porta alcuni a superare una coda di auto, è espressione di potenza”, un modo come altri “di affermare se stessi in un contesto sociale in cui ci si sente nessuno, anonimi o perdenti”. Intanto, ogni anno in Italia muoiono sulle strade 9mila persone, 20mila rimangono gravemente disabili e 300mila sono i feriti. Di qui, ad avviso di mons. Mazza, l’urgenza di recuperare “un umanesimo più misurato e discreto, e al tempo stesso, una capillare opera educativa per promuovere una sana cultura della vita e della legalità”. Ai morti in incidenti stradali è dedicata la “Giornata del ricordo” che si celebrerà domenica 18 novembre.