DEBITO ESTERO: CAMPAGNA ECCLESIALE, FIRMATO IL PRIMO ATTO DI CANCELLAZIONE CON LA GUINEA

E’ stato firmato oggi al Ministero degli affari esteri il primo atto ufficiale per la cancellazione definitiva del debito bilaterale della Guinea Conakry nei confronti dell’Italia, frutto della Campagna ecclesiale per la remissione del debito estero. In esecuzione della legge approvata dal Parlamento italiano il 25 luglio 2000, “da oggi la Guinea non dovrà più pagare all’Italia gli interessi e le rate di capitale dovute (circa 14,6 milioni di dollari): questo fino al 2004, data in cui verrà verificato il rispetto degli accordi e, in caso positivo, sarà cancellato tutto il debito rimanente (circa 47 milioni di dollari)” ha spiegato Riccardo Moro, coordinatore della Campagna. L’atto è stato firmato dai rappresentanti del governo italiano e del governo guineano, alla presenza di mons. Attilio Nicora, presidente del Comitato ecclesiale italiano per la remissione del debito estero, che dal 12 novembre si trasformerà in Fondazione (di cui sarà presidente lo stesso mons. Nicora). Da oggi il governo della Guinea si impegna a versare l’equivalente del debito azzerato – e altrettanto farà la Fondazione, versando 10/12 miliardi dei 34 miliardi e mezzo di lire raccolti attraverso la Campagna ecclesiale – in un fondo di contropartita gestito dalla Fondazione e dalla società civile locale per finanziare i progetti di sviluppo già individuati nel campo dell’istruzione, della sanità e della formazione professionale. “La trasformazione in Fondazione – ha spiegato mons. Nicora – servirà ad assicurare la realizzazione dei progetti in loco e per tenere vive in Italia le attività di studio e sensibilizzazione sui temi del debito estero, dei rapporti Nord Sud, della finanza internazionale e della globalizzazione”. Tra qualche settimana verrà firmato un accordo simile anche con lo Zambia, altro Paese beneficiario della Campagna ecclesiale, che ha un debito più alto nei confronti dell’Italia e a cui andrà la parte restante della somma raccolta dalla Campagna (circa 22-23 miliardi di lire). ” “.” “