ECUMENISMO: IGNAZIO IV DI ANTIOCHIA DAL PAPA, IL DIALOGO TEOLOGICO TRA LE CHIESE DEVE ANDARE AVANTI

“Il dialogo teologico non deve essere sballottato dal vento dello scoraggiamento o lasciato alla deriva dell’indifferenza e della mancanza di speranza”. Con un appello a proseguire la strada dell’unità e della riconciliazione, Giovanni Paolo II ha accolto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Ignazio IV Hazim, patriarca greco-ortodosso di Antiochia. Il papa lo aveva già incontrato lo scorso anno in Siria, a Damasco, in occasione del suo pellegrinaggio giubilare. E Sua Beatitudine era venuto in Vaticano già nel lontano 1983 quando per la prima volta incontrò il Santo Padre. Questi incontri, ha detto oggi il Papa, “ci mostrano che stiamo percorrendo la strada giusta, quella che il Signore non cessa di indicarci, la strada che conduce alla piena comunione”. “Soffriamo – ha aggiunto Giovanni Paolo II – perché questo cammino è talvolta rallentato. Succede che l’amore, dolce e pacifico, compassionevole e misericordioso, che ci anima, sia offuscato nel corso del cammino, dall’abitudine allo scontro, dall’impotenza a trovare una espressione comune, dall’oblio della preghiera di Cristo” che invita i cristiani ad essere “uno”. “Come me – ha aggiunto il Santo Padre – voi sapete, Beatitudine, ciò che suppone il lungo cammino dell’unità e della riconciliazione tra i fratelli, voi che siete un artefice della prima ora negli sforzi di riavvicinamento tra l’Oriente e l’Occidente; voi che siete impegnato, fin dall’inizio, nel dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse nel loro insieme. Oggi, imploriamo dal Signore la grazia e la forza per andare al di là del ristagno del dialogo, dovuto ai barcollamenti infruttuosi”. “In questa prospettiva, la vostra visita Beatitudine – ha detto il Papa – è una nuova occasione che ci è data, per rinnovare e riaffermare, davanti a Dio e in Cristo, i legami di fraternità che ci uniscono”. Giovanni Paolo II ha concluso il suo discorso ricordando a Sua Beatitudine “la promessa fatta all’inizio del mio pontificato di fare del cammino verso l’unità una delle mie priorità pastorali”.