L’invito ad una festa di compleanno, gli auguri per le rispettive festività religiose, il saluto cordiale sulle scale di casa, un comportamento amichevole sul posto di lavoro: sono alcuni modi semplici per avviare un “contatto umano” e una reciproca comprensione tra cattolici e musulmani, così come suggerito oggi da padre Angelo Negrini, del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, durante la conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Papa per la 88ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2002 sul tema “Migrazioni e dialogo interreligioso”. Sono 150 milioni i migranti nel mondo, e all’interno di questa realtà la questione dei rapporti con l’Islam è più che mai urgente e “verso di essi – ha precisato padre Negrini – il dialogo deve tradursi non tanto in un confronto dottrinale quanto in una testimonianza della nostra fede” “incarnata nella vita quotidiana”. “Un primo passo in questa direzione – ha detto padre Negrini – è il contatto umano nelle sue diverse forme” e “una informazione approfondita sul loro Paese d’origine”; perché “senza informazione non esiste comprensione, senza comunicazione non esiste vita in comune”. Anche “la conoscenza delle feste musulmane – ha consigliato – offre la possibilità di porgere gli auguri ed eventualmente di essere invitati a tali celebrazioni. Purtroppo sui nostri calendari non sono ancora indicate tali feste, come pure quelle di altre religioni”. A questo proposito padre Negrini ha suggerito “che i mass media, anche quelli della Chiesa, forniscano in proposito informazioni aggiornate e dettagliate”: Mons. Felix Anthony Machado, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha invitato in particolare le parrocchie a “manifestare uno spirito di accoglienza, comprensione e rispetto nei confronti degli immigrati e dei rifugiati”, perché dialogare con le altre religioni vuol dire “passare da un atteggiamento di sfiducia, sospetto e rifiuto ad uno di rispettosa accettazione”. Pur riconoscendo che “quella del dialogo non è una strada facile” mons. Machado ha segnalato alcuni passi in avanti nei rapporti con l’Islam, anche nei Paesi in cui i cristiani sono minoranza: “Molti musulmani che prima nemmeno ci consideravano, ad esempio negli Emirati Arabi, ora cominciano ad ascoltarci con simpatia e rispetto reciproco”.” “” “