Anche se “lo Stato non può indebitamente sostituirsi alla famiglia”, è comunque tenuto a sostenere la famiglia stessa nelle realizzazione delle sue prospettive”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi, a Roma, il convegno su “La famiglia soggetto sociale: radici, sfide, progetti”, promosso dalla Commissione episcopale per la famiglia e la vita, dal Servizio Cei per il progetto culturale e dal Forum delle associazioni familiari. In Italia, per Ruini, bisogna ancora arrivare ad “una piena attuazione del principio di sussidiarietà”, attraverso “nuove modalità di confronto e di collaborazione con le istituzioni e con le altre componenti sociali, anche per evitare un uso strumentale del tema della famiglia”. La “soggettività della famiglia”, ha precisato il presidente della Cei, “non si afferma con iniziative sporadiche”, ma con politiche familiari che promuovano e tutelino la famiglia “a tutto campo”: “dai processi economici all’organizzazione del lavoro, dalla formazione scolastica al sistema dei servizi”. Ruini ha chiesto a politici e governanti “una inversione di tendenza” fatta di “scelte mirate e coraggiose” ed ha indicato alcuni campi prioritari in cui prendere misure concrete; tra questi, garantire ai giovani “il diritto a formare una famiglia” tramite facilitazioni nell’edilizia abitativa e nell’ingresso nel mondo del lavoro, soprattutto al Sud. Sempre in tema di diritto al lavoro, Ruini ha chiesto a sindacalisti e imprenditori di “ovviare a sfasature che rendono troppo gravoso coniugare i tempi del lavoro con quelli della famiglia”. “La regolazione del sistema fiscale e l’organizzazione dei servizi”, ha aggiunto il cardinale, sono altre misure importanti “per un coerente sviluppo delle politiche familiari”. Arrivare quanto prima “ad una legge che tuteli i diritti del concepito ed eviti manipolazioni e usi impropri delle cellule germinali e degli embrioni”: questa la richiesta fatta da Ruini in materia di fecondazione assistita. Un altro diritto da garantire, ha concluso il presidente della Cei, è il “diritto dei genitori a scegliere l’indirizzo formativo per i propri figli”, all’interno di un “progetto scolastico complessivo” fatto di una “pluralità di proposte”. ” “” “