“Il matrimonio non è un retaggio del passato” ed “i reiterati tentativi di equiparare altre forme di convivenza alla famiglia fondata sul matrimonio denotano una pericolosa confusione circa le condizioni per la titolarità dei diritti”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi a Roma il convegno su “La famiglia soggetto sociale: radici, sfide, progetti”, promosso dalla Commissione episcopale per la famiglia e la vita, dal Servizio Cei per il progetto culturale e dal Forum delle associazioni familiari. Secondo Ruini, “dietro varie iniziative finalizzate ad equiparare altre forme di convivenza all’istituto del matrimonio si nasconde l’intento di relativizzare l’istituto matrimoniale e di porre come criterio di riferimento i soli diritti individuali, con il risultato di scardinare il fondamento stesso della compagine sociale”. “Alcune garanzie legate ai diritti individuali”, ha precisato il presidente della Cei riferendosi in particolare alle “situazioni di cura e di responsabilità verso altre persone”, devono “trovare soluzione al di fuori dell’ordinamento matrimoniale che deve essere salvaguardato nella sua specificità”. “No”, quindi, alle “pressioni” di una “cultura pubblica”, veicolata dai mass media, che “presenta come nuovi modelli di famiglia le più varie e anche moralmente meno sostenibili forme di convivenza”, che però hanno “una corrispondenza assai dubbia con la cultura reale del Paese, ben radicata nei valori familiari”. Oggi che l’Italia “sembra essere approdata ad una maggiore stabilità”, ha osservato Ruini, “la stagione delle riforme istituzionali può felicemente coincidere con una rinnovata considerazione del contributo insostituibile della famiglia”, la cui “promozione umana e sociale” è un compito “non solo legittimo, ma necessario” della Chiesa. Al convegno, in svolgimento fino al 20 ottobre, partecipano più di 1.200 delegati, provenienti dalle 227 diocesi italiane e in rappresentanza delle associazioni familiari. ” “” “