“Più che di inopportuna fiction televisiva sulla guerra santa è necessario diffondere pensieri e gesti di pace e di riconciliazione tra culture, civiltà e religioni, vigilando su mentalità e modelli che alimentano il sospetto, l’intolleranza e la vendetta”. E’ il parere di mons. Enzo Pelvi, vescovo ausiliare di Napoli e direttore del settimanale diocesan Nuova Stagione, che nell’ultimo numero del giornale dedica un articolo di fondo al ruolo dei mezzi di comunicazione nel delicato momento storico attuale. “Dinanzi a questa grinta, che trasporta ‘oltre’ il crimine – scrive – sembra sbilanciato solo il diluvio mediatico di questi giorni. Il martellamento radiotelevisivo e cartaceo, ormai prevedibile e ritualistico, pare interessato, infatti, solo ad impressionare e sorprendere, intrigare ed incuriosire”. Dopo l’11 settembre “anche il mondo della comunicazione, colto il cambiamento etico della storia odierna – suggerisce mons. Pelvi -, ‘si pieghi’ a riflettere con lucidità sulle positività esistenziali, rendendo così anche onore con il cuore a chi non c’è più. Non si vuole certo creare tensione tra informazione e vita sociale, ma il ‘potere’ mediatico potrebbe diventare esso stesso rischiosa arma se venisse oscurata la verità oppure amplificata, sia pur inconsapevolmente, la via del terrorismo e della violenza”. Da qui “l’importanza, la responsabilità e l’intelligenza dei media, impegnati in uno sforzo di bilanciare il diritto del lettore ad essere informato con la necessità di costruire una convivenza umana pacifica. In un presente incerto e un futuro tutto da decifrare – continua il vescovo – non possono mancare parole di rinascita e speranza. Più che di inopportuna fiction televisiva sulla guerra santa è necessario diffondere pensieri e gesti di pace e di riconciliazione tra culture, civiltà e religioni, vigilando su mentalità e modelli che alimentano il sospetto, l’intolleranza e la vendetta”.” “” “