“Il Sinodo dei vescovi ha affrontato il tema delle vocazioni da molteplici punti di vista, in particolare circa l’atteggiamento dei vescovi sulla pastorale vocazionale”: lo ha detto nella conferenza stampa di presentazione della “Relatione post disceptationem”, il card. Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires e relatore generale aggiunto. “Dappertutto – ha aggiunto il card. Bernard Agré, arcivescovo di Abidjan (Costa d’Avorio) e presidente delegato del Sinodo – lo Spirito Santo è al lavoro per suscitare vocazioni. Ora si tratta di trovare un equilibrio tra le Chiese ricche di vocazioni e quelle che hanno visto diminuire il numero dei preti”. Secondo il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, occorre guardarsi dal rischio di leggere la realtà delle vocazioni con occhi “europei”. “Se studiamo le più recenti statistiche sulla vita della Chiesa – ha aggiunto – ci accorgiamo che il numero dei cattolici è aumentato e anche il numero delle vocazioni presbiterali, seppure in maniera non uniforme. La mancanza di preti in alcune nazioni è diventata così una spinta alla comunione tra le Chiese. Nella Repubblica Ceca, ad esempio, dove abbiamo pochi preti, operano un centinaio di preti polacchi. Dobbiamo quindi abituarci a non ‘pensare clericale’. Dio, il padrone della vigna, ci manda un messaggio e fa spazio ai laici per invitare tutti a prendere parte alla missione di annuncio del Vangelo”.