In contemporanea con la 4a Assemblea dell’Onu dei popoli, si sta svolgendo in questi giorni a Perugia il Secondo forum dei ragazzi del mondo con la partecipazione di 52 ragazzi provenienti da: Ecuador, Camerun, Guatemala, Peru, Nicaragua, Albania, Iraq, Bolivia, Brasile, Moldavia, Kosovo, Eritrea, Vietnam, Senegal, Sud Africa, organizzato dall’Associazione internazionale Noi Ragazzi del Mondo (Ainram) e da altre associazioni per la tutela dei diritti dell’infanzia. “Siamo venuti dai quattro continenti per dire al mondo, in questo momento tragico, la nostra speranza di vita – ha detto, a nome dei giovani e in apertura del Forum, don Franco Monterubbianesi, presidente di Noi Ragazzi del Mondo -. Siamo il futuro dei nostri progetti di vita, dei nostri sogni di felicità. Rifiutiamo così, in termini assoluti, la logica di violenza che si è stabilita nel mondo, a cui tutti stanno tragicamente credendo. Il mondo diverso che in tanti vogliamo costruire, dipende anche da noi e dalla realizzazione concreta di tali ideali. Per questo chiediamo di essere responsabilizzati. Vogliamo contare anche noi con i nostri progetti di vita e vogliamo che i programmi dei grandi siano a misura dei nostri diritti”. Tra i ragazzi che hanno preso la parola, due giovani afghani, i quali hanno ricordato ai coetanei quanto non abbia senso condannare la popolazione del loro Paese, che ha sofferto e soffre da anni, a subire le conseguenze di un’altra guerra. Il loro è stato un invito al dialogo e alla comprensione delle diverse culture. Due ragazzi kosovari e una albanese hanno raccontato l’esperienza della guerra, mentre peruviani, nicaraguensi e guatemaltechi hanno parlato della realtà dei ragazzi di strada e dei bambini lavoratori. Nell’ambito dell’Onu dei popoli si sta svolgendo anche una speciale sessione giovanile organizzata dall’Associazione PeaceWaves, per “creare un movimento a livello globale e locale e costruire una cultura di pace”. Vi partecipano giovani da Afghanistan, Usa, Pakistan, Bangladesh, Nigeria, Namibia, Giappone, Cina, Colombia e Romania. Tutti i ragazzi delle varie associazioni si uniranno domenica 14 ottobre alla Marcia della pace. Tra le adesioni dell’ultima ora anche quella della Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile), che partecipa per la prima volta.