Domenica 14 ottobre, si svolgerà a Roma una Marcia in ricordo della deportazione degli ebrei di Roma (16 ottobre 1943). Dal 1993, la Comunità di Sant’Egidio fa memoria ogni anno di questo tragico momento della vita della capitale, un “pellegrinaggio della memoria”, una manifestazione di commemorazione delle vittime. L’iniziativa ha per per sottotitolo: “Non c’è futuro senza memoria. Coloro che non hanno memoria del passato sono destinati a ripeterlo”. ” “Il 16 ottobre 1943, attorno alle 5 e 30, oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il quartiere ebraico. Contemporaneamente, altri duecento militari si distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva diviso la città. Quando il gigantesco rastrellamento si concluse, erano stati catturati oltre mille ebrei romani. Due giorni dopo, furono tutti deportati in 18 vagoni ad Auschwitz. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. Tutti gli altri sono morti, in gran parte appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto. ” “Domenica prossima, un corteo silenzioso partirà, alle ore 18.30, da Piazza S. Maria in Trastevere, percorrerà le vie di Trastevere verso l’Isola Tiberina e terminerà in Via del Portico d’Ottavia, accanto alla Sinagoga, con gli interventi di rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, della Comunità ebraica di Roma e della Chiesa cattolica. “A partire da quella memoria – afferma Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio – si afferma la volontà di un patto tra i romani per non dimenticare, per non isolare mai più nessuna comunità, per considerare la Comunità ebraica di questa città come uno dei luoghi decisivi per la nostra identità” “” “” “” “” “