La Marcia della pace “non è un bazar disordinato e confuso dove ognuno prende ciò che vuole e magari si costruisce una marcia a suo uso e consumo”. Lo ricordano oggi alcuni gruppi e associazioni cattoliche (Acli, Agesci, Azione cattolica italiana, Missionari comboniani, Missionarie comboniane, Nigrizia, Pax Christi, Volontari nel mondo – Focsiv) che avevano partecipato il 7 luglio a Genova all’incontro in vista del G8 e che domenica 14 ottobre prenderanno parte alla Marcia della pace Perugia-Assisi. “Questa marcia non sopporta strumentalizzazioni – sottolineano – e nessuno può appropriarsene. Ha delle radici, uno stile, dei valori che si ritrovano nell’intenzione originaria di Aldo Capitini. E’ a quelle radici che bisogna attingere per non lasciarsi ingannare da un pacifismo strumentale e politicizzato.” “Come credenti – affermano – saremo ad Assisi perché intendiamo continuare ad assumerci il rischio di un impegno che respinga l’invito di tanti a starcene a casa. La parola oggi non spetta – come qualcuno vorrebbe far credere – solo agli specialisti, ai militari ai capi di stato. Spetta anche ai movimenti della società civile”. Ai partiti, agli uomini politici ed ai rappresentanti delle istituzioni che prenderanno parte alla Marcia le associazioni cattoliche chiedono di partecipare “ma senza simboli e bandiere”. Inoltre, precisano, la Perugia-Assisi sarà “una “straordinaria occasione” per non essere più “etichettati sbrigativamente come ‘no global'” ma come “new global” cioè a favore “di un’altra globalizzazione che sia dei diritti, della solidarietà e del lavoro per tutti”. “Non ci ritroveremo ad Assisi per essere contro qualcuno – precisano -, ma per due obiettivi concreti: sradicare il terrorismo e costruire la pace. Il cancro del terrorismo va estirpato non escludendo a priori l’uso della forza purché esercitata nei limiti e nelle forme previste dalla Carta delle Nazioni Unite e dal Diritto internazionale”, colpendo i terroristi con i mezzi finanziari e assicurando “alla giustizia i criminali che hanno ideato, organizzato, finanziato e protetto gli attentatori dell’11 settembre”. “Ci inquieta l’azione militare anglo-americana – sottolineano – perché rischia di far allargare il conflitto e di mietere vittime innocenti tra la popolazione civile”. Tra le altre richieste delle associazioni cattoliche, già rivolte al governo il 7 luglio: “Incrementare la quota del Pil destinato agli aiuti per lo sviluppo dei Paesi poveri, applicare subito la legge sulla cancellazione del debito estero, bandire la guerra e combattere autenticamente il mercato delle armi, rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite nella prevenzione e soluzione dei conflitti”.