SINODO DEI VESCOVI: IN VATICANO SI PREGHERÀ ANCHE PER I TERRORISTI

Domani mattina, ad un mese dagli attentati dell’11 settembre, i padri sinodali – riuniti in Vaticano per la X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi – si riuniranno in preghiera pronunciando sei intenzioni speciali: per i defunti, i governanti, i terroristi, i parenti delle vittime, i soccorritori e i figli di Abramo. Le intenzioni saranno lette in lingue diverse, tra le quali anche l’arabo. Sempre a riguardo della difficile situazione internazionale è di ieri pomeriggio la proposta lanciata a nome della Conferenza episcopale brasiliana da mons. Luciano Pedro Mendes De Almeida, arcivescovo di Mariana (Brasile) che ha chiesto al Sinodo dei vescovi di convocare “in questo difficile momento, fedeli cristiani, ebrei, musulmani e persone di buona volontà, per elevare a Dio la preghiera comune e l’offerta del lavoro e dei sacrifici per la pace e la riconciliazione, fra le nazioni e gruppi in conflitto. Il mondo – ha aggiunto il vescovo – è in attesa di una parola, di una nostra parola di speranza che rinnovi, specialmente nei giovani, la fiducia in Dio e dia senso alla vita”. ” “Intanto, anche alla quattordicesima Congregazione generale di ieri pomeriggio, i padri sinodali sono tornati a parlare di collegialità e primato petrino. Mons. Vernon James Weisgerber, arcivescovo di Winnipeg (Canada) ha chiesto di promuovere maggiormente “la competenza e l’autorità” delle Conferenze episcopali. “Esse – ha detto – non costituiscono un ostacolo tra il primato e la collegialità, ma, bensì degli strumenti moderni con cui le Chiese locali possono impegnare le loro stesse realtà culturali a sviluppare quelle caratteristiche particolari che sono il riflesso della ricchezza multiforme della saggezza di Dio”. Con un grosso applauso invece è stato accolto l’intervento di mons. Gérard-Joseph Deschamps, vescovo di Bereina (Papua Nuova Guinea) che ha sottolineato “l’unità e la comunione che emergono dal Sinodo”. ” “