Un incontro di riflessione su pace, giustizia e solidarietà ad un mese dagli attentati di New York e Washington ed alla vigilia della giornata di preghiera che si terrà domani anche in Italia, “per non dimenticare le vittime, le ferite, il dolore” e ribadire che “la pace è un dono di Dio che va vissuto e cercato giorno dopo giorno”. E’ questo il senso dell’iniziativa che l’Azione cattolica italiana promuove oggi pomeriggio a Roma alla Domus Mariae, “nella convinzione che una pace duratura sia possibile soltanto se dialogo, solidarietà, sviluppo e giustizia camminano insieme”. “L’uomo di pace è rivestito solo delle armi della giustizia e dell’amore ed è disposto a pagare di persona. Può sembrare utopia, ma nulla è impossibile a Dio se gli uomini alzano al cielo mani pure volgendo lo sguardo sui più deboli e indifesi”: è la riflessione della clarissa madre Antonella Perugini che insieme, tra gli altri, a padre Paolo Bachelet e a Riccardo Moro, interverrà all’incontro, nel corso del quale sarà presentata una piccola raccolta di pensieri di pace scritti da vescovi, religiosi e laici. “La forza debole della preghiera e della profezia” secondo don Emanuele Bargellini, priore generale dei camaldolesi, fa “scoprire il possibile evento di grazia e di conversione che portano con sé, anche nella loro ambiguità” gli avvenimenti più tragici” e aiuta a sconfiggere “le presunte superiorità generatrici di violenza”. Concorda l’arcivescovo di Milano, card. Carlo Maria Martini: “Non vincerà il buio della notte se ciascuno di noi nel vivere quotidiano” bandirà “ogni violenza sia nelle parole sia nei fatti” senza ricorrere a “facili semplificazioni dei volti del nemico o ad affrettate creazioni di capri espiatori” anche se, rimarca il segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, mons. Michael Louis Fitzgerald, “cercare la pace vuol dire essere pronti a perdonare e a dare una nuova chance”, ma “ciò non significa dimenticare la giustizia, e si può esigere la punizione per i crimini commessi”.” “” “” “