ATTACCO USA IN AFGHANISTAN: CARITAS ITALIANA, “SI PONGA FINE ALLA SPIRALE DI VIOLENZA”

L’auspicio che “si ponga fine al più presto a questa spirale di violenza, le cui conseguenze più drammatiche ricadono come sempre sugli innocenti e sui più vulnerabili” è stato espresso oggi dalla Caritas italiana, che sta seguendo “con apprensione sin dall’inizio di questa crisi l’evolversi della situazione” in Afghanistan. Appelli di questo tipo sono stati diffusi oggi anche da numerose organizzazioni della società civile, tra cui Pax Christi, Acli, Tavola della pace. La Caritas sta intanto intensificando gli interventi in favore dei profughi e di tutte le vittime del conflitto: gli aiuti si sono concentrati sui campi di Shamshatoo (60.000/70.000 persone), Akora Khatak (25.000 persone) e Jalozai (60.000 persone). Qui oltre a cibo, acqua e assistenza sanitaria, la Caritas ha fornito 1700 alloggi temporanei con latrine e servizi igienici per le famiglie più vulnerabili (vedove con bambini, disabili, anziani). Si stanno ora allestendo nuovi campi di accoglienza e la Caritas è pronta a fornire generi di prima necessità (set da cucina, contenitori di plastica e di alluminio, 10.000 tende, ecc.) a 55.000 famiglie, oltre 330.000 persone. In sei nuovi campi a Nord Ovest del Pakistan, capaci di ospitare 60.000 persone, la Caritas intende farsi carico anche delle necessarie infrastrutture igieniche e per l’approvvigionamento di acqua. Accanto a questi primi aiuti materiali – che prevedono un impegno complessivo di circa 30 miliardi di lire – gli operatori Caritas forniscono sostegno psicologico, soprattutto alle fasce più deboli e continuano a lanciare messaggi di pace e tolleranza diffusi via radio in Baluchistan e nel Sud Ovest dell’Afghanistan.