All’indomani dell’attacco degli Stati Uniti all’Afghanistan, affiancato da aerei che lanciano cibo, coperte e farmaci alle popolazioni civili, Roberto Rambaldi, vicedirettore della Caritas italiana e responsabile dell’area internazionale, giudica quei lanci un “effetto-spettacolo”, prendendo le distanze da una “eccessiva visualizzazione degli interventi umanitari”. “Ci sono mille punti di domanda su una operazione di questo genere – osserva Rambaldi in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa sugli interventi internazionali delle Caritas in aiuto ai profughi afghani -. Non ci piace né come immagine né come sostanza. Era già stata sperimentata in altre crisi, ad esempio in Sudan, con pochi risultati effettivi. Quei lanci ci sembrano molto un effetto-spettacolo, tipo lo sbarco dei marines in Somalia”. “L’intervento umanitario – sottolinea – va fatto il più possibile con dignità, serietà e rispetto delle persone che andiamo ad accostare, senza il rischio di cadere nella spettacolarizzazione per giustificare, motivare o tentare di far vedere che gli americani sono buoni perché nell’aereo di fianco scendono coperte piuttosto che bombe. La solidarietà si può fare anche con costi minori e in forme meno eclatanti”. ” “” “