CARD. BIFFI: LA LEGGE DEVE PREOCCUPARSI DI PIÙ DELLE VITTIME DELLA CRIMINALITÀ

Un invito “a non cercare altrove con troppa facilità i nostri punti di riferimento” e a non lasciarsi incantare da “guide effimere e inaffidabili” o da “ricette esistenziali senza valore e senza autorevolezza” è stato espresso oggi, festa di San Petronio, dall’arcivescovo di Bologna, card. Giacomo Biffi, nell’omelia della solenne celebrazione liturgica svoltasi nella basilica intitolata al patrono della città. Rievocandone la figura di “pastore indimenticabile”, il card. Biffi ha esortato alla docilità “all’unico vero Maestro” perché “solo in una cultura cristiana i veri valori umani si salvano”. Secondo l’arcivescovo, infatti, soltanto da una visione della realtà ispirata al Vangelo discendono “l’impegno a vivere da fratelli e non da belve che si sbranano reciprocamente”, il rifiuto di “ogni sorta di manipolazione che insidia la dignità umana”, lo sforzo sincero “di vivere e operare secondo giustizia”: un patrimonio di valori che ha ispirato “tutta la società occidentale” ed è tuttora determinante per un autentico “progresso etico e spirituale”. “Se il nostro sistema penale – esemplifica Biffi – è stato riscattato da una concezione puramente punitiva e intimidatoria della pena e della detenzione” e “se la consapevolezza di una dignità inalienabile da rispettare nel reo ha motivato un giusto garantismo nelle procedure giudiziarie”, ciò è riconducibile, “almeno remotamente, all’ispirazione evangelica”. Tuttavia, secondo l’arcivescovo “in un’ottica davvero cristiana” è urgente “pensare seriamente anche alle vittime della criminalità” che “oggi non trovano molta attenzione nella legislazione, nella prassi burocratica, nella stessa coscienza sociale” e verso le quali occorre assumere atteggiamenti di “equità, comprensione, pubblica solidarietà”. Un fermo richiamo accompagnato dal monito che le garanzie a difesa dei diritti “di chi è presumibilmente colpevole” non compromettano “mai la tutela della vita, della serenità, dei beni legittimi di chi è certamente innocente”.