"Di fronte agli abusi ed allo sfruttamento dell’uomo nel mondo contemporaneo – ha detto nell’odierna sessione di lavoro del Sinodo, mons. Josef Michalik, arcivescovo di Prwemys dei Latini (Polonia) – il nostro silenzio sarebbe un segno di mancanza di sensibilità e di paura". Il vescovo ha poi proseguito sviluppando una riflessione sui media in rapporto al ministero del vescovo: "Vedo un particolare pericolo che comporta il posto che occupano oggi i mezzi di comunicazione nella vita dell’uomo … La paura di essere giudicati dalla tv, oppure dai giornali, non può paralizzarci. La verità non s’inginocchia di fronte ai mass media. Bisogna apprezzare il loro lavoro e il ruolo nella società, ma non si può ricercare la popolarità ad ogni costo". Secondo mons. Michalik, "oggi c’è un fortissimo bisogno dell’unità del pensiero e del coraggio di tutti i vescovi della Chiesa nell’insegnare la verità della fede e nello svelare le menzogne, il che aiuterà a proteggere con efficacia gli oppressi e i deboli". Anche mons. Wilton Daniel Gregory, vescovo di Belleville e vice-presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha toccato nel suo intervento il tema della comunicazione. "La rivoluzione dei media – ha detto – ci mette a disposizione mezzi ineguagliabili per comunicare, evangelizzare e catechizzare".