“L’aereo che martedì 11 settembre si è trasformato in un proiettile micidiale è partito da lontano”. Scrive così Luigi Alici, nell’editoriale dell’ultimo numero di “Dialoghi”, la nuova rivista dell’Azione cattolica italiana. Quel gesto criminale nasce senz’altro, secondo Alici, “dall’odio trasmesso da una generazione all’altra come eredità inderogabile, che ha bisogno di nutrirsi persino della controfigura degenerata del sacro per aumentare la sua potenza eversiva”. “In questo momento – continua – è giusto che, in tutti coloro che hanno a cuore il futuro della convivenza, la ricerca delle responsabilità e la prudenza della prevenzione occupino il primo posto”. Per questo, afferma: “dal potere politico, che decide la qualità della convivenza e il destino dei popoli, all’educazione familiare, che può smistare le nuove generazioni sui binari dell’odio o della fraternità” occorre impegnarsi in un’azione di “discernimento culturale, impegno educativo e giustizia sociale”. Parimenti, per Alici, si rende necessario “il massimo sforzo cooperativo da parte della comunità internazionale, nessuno escluso”. Difatti, “dinanzi al valore assoluto e assolutamente non negoziabile della vita umana, la medesima regola di giustizia, nella straordinarietà dell’evento, ci chiede di aiutare l’aggredito e di neutralizzare l’aggressore. Con i mezzi, le procedure e le risorse proprie della logica della giustizia, che non dimentica mai la differenza tra la forza della civiltà e la violenza della barbarie”. “Quello che è accaduto – conclude Alici – martedì 11 settembre sembra aver reso ingenuamente anacronistico il progetto di questa rivista, a partire dal titolo. Crediamo, invece, che lo abbia reso drammaticamente attuale, per sporgersi, nel segno della speranza, su un orizzonte di pienezza eternamente appagata”.