Dopo gli attentati dell’11 settembre, il dialogo tra le religioni, e in particolare con l’Islam, deve continuare perché è “indispensabile” per la pace mondiale e la promozione dei diritti umani. E’ quanto hanno sottolineato alcuni dei relatori che ieri pomeriggio – alla presenza del Santo Padre – hanno preso la parola al Sinodo dei Vescovi. Alla Congregazione generale erano presenti 234 padri sinodali e il dialogo interreligioso è stato tra i tempi più ricorrenti. “Oggi – ha detto il card. Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo – nel mondo globalizzato e pluralista, il dialogo è indispensabile. Soprattutto in tempi di conflitti e di apprensioni generali, come oggi dopo l’attentato terroristico dell’11 settembre negli Stati Uniti. Il dialogo e la negoziazione si presentano importanti per evitare una guerra e costruire la pace mondiale. La guerra costituisce sempre la peggiore via per risolvere i conflitti. Nonostante che l’autodifesa sia legittima e forse necessaria per gli individui, i gruppi e i popoli, tuttavia essa deve evitare in ogni modo di trasformarsi in una guerra, e mai usare la violenza contro innocenti. La guerra ci porta morte, distruzione, dolore e regresso”. Nello specifico campo religioso, ha proseguito l’arcivescovo brasiliano, “il dialogo si presenta irrinunciabile in quanto oggi la diversità di religioni nel mondo rende più difficile un lavoro comune, come sarebbe necessario, per la pace mondiale, per la promozione dei diritti umani dappertutto. Tanto il dialogo ecumenico come quello interreligioso, e nel momento storico attuale in particolare con la religione musulmana, deve continuare indefettibilmente”. “Nel mondo di oggi – ha osservato il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso – il vescovo non ha scelta fra promuovere o non promuovere il dialogo interreligioso. La pluralità delle religioni è un dato di fatto in gran parte delle società. I movimenti di popolazione per motivi economici, culturali, politici o d’altro genere sono stati agevolati dai moderni mezzi di spostamento. Culture, religioni e lingue s’incontrano come mai prima nella storia umana”.