I vescovi hanno “apprezzato” le iniziative “di numerose organizzazioni cattoliche” che si sono svolte a Genova prima del G8 (7 e 8 luglio) e le cui riflessioni si sono distinte “in modo netto e inequivocabile, sia nei tempi che nei modi, da altre forme di mobilitazione”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, svoltosi a Pisa dal 24 al 27 settembre. Rispondendo alle domande dei giornalisti, mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha precisato che il raduno del 7 e 8 luglio è stato “un modo di dare espressione al mondo cattolico nel suo prevalente giudizio sulla globalizzazione”. Quando poi, in occasione delle manifestazioni del 20 e 21 luglio, “il G8 ha assunto forme di contestazione tali, aprendo alla violenza, da arrivare a rifiutare la globalizzazione in quanto tale – ha spiegato Betori – non ha corrisposto più a quella ‘globalizzazione solidale’ di cui a più riprese ha parlato il Papa”. Tale concetto di globalizzazione, ha osservato il segretario generale, “deve trovare proprie forme giuste di realizzazione, ma che non può essere rifiutata per se stessa”. Tra gli altri argomenti al centro dei lavori del Consiglio permanente, Betori ha citato il rapporto tra gli Orientamenti pastorali della Cei per il decennio appena iniziato ed il lavoro delle Commissioni episcopali per questo quinquennio. I vescovi riuniti a Pisa, infine, hanno prestato grande attenzione al tema del laicato, ed in particolare al ruolo e alle prospettive dell’Azione Cattolica, che – si legge nel documento rinnova " il suo servizio specifico alla vocazione battesimale del ‘cristiano comune’ e indica nella proposta formativa e nella missionarietà i suoi snodi centrali ". ” “” “” “