TARANTO: DALLA TORRE, “PER I GIOVANI CATTOLICI UN NUOVO IMPEGNO POLITICO”

“Recuperare la qualità di un impegno del laicato cattolico nella società e nella politica, consolidando il primato della spiritualità e della vita di fede nell’orientare il proprio impegno nel mondo”. È questo il senso della tre giorni di studio, dal titolo “A cent’anni dal Congresso Cattolico di Taranto (1901)”, promossa dalla Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa) e svoltasi a Taranto dal 28 al 30 settembre. Al centro del convegno di studi, il primo sul laicato cattolico, dopo il recente appello del card. Ruini ad “una maggiore responsabilità dei laici” (Pisa, 24-27 settembre), la rilettura dell’assise che l’Opera dei Congressi tenne a Taranto cento anni fa, e che segnò la sua crisi e il definitivo scioglimento. “Tra i fatti che segnano l’evento del 1901 – ha affermato Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa – e i fatti che stiamo vivendo oggi ci sono alcune significative somiglianze”. In primo luogo, anche noi oggi assistiamo ad “una scissione dei laici cattolici- ha fatto notare Dalla Torre -, tra fauturi di un impegno esclusivamente sociale e sostenitori di un nuovo impegno politico”. E, poi, come allora, “attualmente viviamo una situazione di mobilità politica”. Da qui, l’impegno dei laici cattolici nel “ricercare – ha sottolineato il rettore – nuove forme e prassi di attività politica rispondenti a un mutamento che non viene solo da un dato anagrafico ma anche dalla profonda evoluzione della società”. Senza però dimenticare che “un semplice impegno sociale – ha continuato – non è efficace nel tempo, se non è supportato da un’iniziativa politica, che capisca la società civile e che esprima tale impegno”. E, che “l’impegno sociale in sé è già un impegno di tipo politico”. Perciò “prima di ogni cosa, è necessario – si legge nelle conclusioni del convegno – che i giovani cattolici, come durante gli anni dell’Opera dei Congressi, si accostino all’impegno politico, inteso come partecipazione alla vita e alle scelte dello Stato e non si limitino solo a fare volontariato”.