Svolgono un “ministero di speranza”, sono a “servizio della comunione”, non parlano con “splendide orazioni” ma con “parabole di vita”. A presentare così i vescovi è il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, che è intervenuto questa mattina alla conferenza stampa a margine del Sinodo dei vescovi. “Il vescovo – ha detto il card. Vlk – è chiamato a svolgere un ministero di speranza soprattutto dopo gli eventi tragici di New York in seguito ai quali la speranza si è scossa”. “Si avverte oggi – ha proseguito il cardinale – una grande necessità di speranza perché se cade la speranza, si lascia morire anche la vita. E non si chiede una speranza umana, ma una speranza radicata in Dio”. E’ un ministero che però può essere vissuto pienamente solo nella comunione. “Non si può fare evangelizzazione – ha osservato l’arcivescovo di Praga – senza comunione. Perché qui non si tratta di fare squadre di lavoro ma di avere Gesù Cristo Risorto in mezzo a noi, è Lui il primo evangelizzatore”. Inoltre, ha aggiunto il cardinale, “il mondo crede, se vedrà. Il mondo vuole vedere, toccare, non vuole parole e prediche”. Ecco perché il vescovo svolge anche un ministero “a servizio del Vangelo e della Parola. Non deve essere un oratore splendido ma testimone della Parola con la propria vita”. “Se Gesù parlava ai suoi con le parabole – ha proseguito Vlk che per dieci anni, durante il regime comunista ha fatto il lavavetri nel suo Paese – oggi le parabole sono le nostre testimonianze”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l’arcivescovo ha anche raccontato dei suoi impegni come presidente del Ccee e dei suoi incontri a Roma che lo hanno costretto più volte ad assentarsi dalla sua diocesi ma che non sono mai stati vissuti “né per carrierismo né per turismo”. “Si fa tutto – ha detto – per servire e fare la volontà di Dio. Non mi è mai venuto in mente nient’altro”. (segue)