CARCERATI, LIONS E MUSULMANI “ADOTTANO UN PAPA’ NEL SUD DEL MONDO”

“La ‘civiltà dell’amore’ di cui ci parla il Papa e per la quale ha espresso un vibrante appello anche nell’ultimo viaggio pastorale in Kazakistan e Armenia, si costruisce con piccoli gesti, come quelli dei carcerati di Trapani o degli immigrati islamici di Brescia”: lo dice Giuseppe Rotunno, segretario generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per la Civiltà dell’Amore. L’organismo terrà domani (29 settembre, ore 12, libreria Ecumenica in via del Farinone 30 a Roma) una conferenza stampa per la campagna “Entra nella Civiltà dell’amore – Adotta un papà”. Il Comitato ha già finanziato oltre 17 mila microprogetti in 40 nazioni, grazie alla generosità di migliaia di cittadini italiani. “Ci siamo accorti che la formula dell’adozione di un padre di famiglia perché possa lavorare, senza bisogno di emigrare per cercare fortuna, ha più presa che non l’adozione di un bambino a distanza, per i suoi studi o per le necessità vitali. In accordo con i missionari, segnaliamo progetti di lavoro nelle missioni in cui servono operai, artigiani, insegnanti e gli stipendi vengono offerti ai missionari dai gruppi ‘adottanti'”. Rotunno sottolinea che ci sono stati in questi ultimi mesi casi molto significativi, quali un gruppo di carcerati di Trapani che, tramite la psicologa della casa di pena, hanno proposto l’adozione presso un missionario Comboniano in Sudan da loro conosciuto. Il distretto dei Lions Club di Napoli ha finanziato le adozioni di una scuola delle suore Ausiliatrici a Kartoum, mentre un gruppo di immigrati islamici di Brescia ha deciso di organizzare una manifestazione per “adottare un papà”. “Da loro che non sono cattolici – dice Rotunno – impariamo che la solidarietà non ha barriere”.