“Ragionare tra donne” su questioni urgenti e decisive quali stato sociale, famiglia, lavoro, pari opportunità, minori. Questo lo scopo dell’incontro promosso dal Cif (Centro italiano femminile) che si è svolto stamani a Roma presso la Camera dei Deputati. Invitate a partecipare, le parlamentari elette nelle ultime elezioni. Solo 85 su 945 tra deputati e senatori, meno del 10%; appena due ministeri al femminile nell’attuale governo. Citando i dati di una recente indagine Ipsoa, la presidente nazionale del Cif Alba Dini Martino, osserva che “solo il 18% delle donne in Italia non si sente discriminato” e solo “il 30% degli uomini ritiene importante la presenza femminile nei luoghi istituzionali”. “Non basta pensare a politiche per le donne – avverte -, occorre che esse stesse diventino protagoniste della politica” in un momento storico di “estrema gravità” dove “devono sapere trovare spazi sempre maggiori per sinergie trasversali che vadano al di là delle ideologie in vista di una piena corresponsabilità”. Concorda la responsabile femminile dell’Udeur, Sandra Cioffi: “Per essere più incisive politicamente dobbiamo, pur nella diversità, mantenerci sempre aperte alla collaborazione “. Alessandra Tazza, responsabile del coordinamento imprenditoria femminile della Coldiretti, ha rilevato l’urgenza di “rivedere gli strumenti della parità, sorti negli anni’80, ridefinendone identità e ruoli e aumentandone il livello di rappresentanza a livello nazionale e internazionale”. Un invito ad una maggiore presenza dell’associazionismo femminile presso l’opinione pubblica e le istituzioni di fronte a temi strategici come la famiglia e la difesa della vita è venuto da Olimpia Tarzia, presidente della Commissione Regione Lazio per le politiche familiari e le pari opportunità.