ATTENTATI USA: ONG ITALIANE, “NO AD ATTI DI GUERRA SULLE POPOLAZIONI CIVILI”

“Temiamo che il dolore e l’oltraggio subiti diano adito a reazioni che pensano di affidare alla violenza ed alla guerra la ripresa del cammino per un futuro di pace e di convivenza civile. Siamo contrari a che si faccia ricorso ad atti di guerra con il rischio di colpire intere popolazioni civili”. Questa la posizione espressa dalle 164 organizzazioni non governative aderenti all’Associazione ong italiane in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alle principali cariche istituzionali, nella quale raccontano la loro testimonianza diretta di come, lavorando nei Paesi del Sud del mondo, “la violenza e le vendette ingenerano inevitabilmente altra violenza e nuove guerre, e di come queste possano protrarsi per tempi incalcolabili e causare drammi inestimabili”. “Occorre con responsabilità ed obiettività ragionare sulle cause di tutte le guerre e di tutte le forme di violenza connesse con il processo di globalizzazione in atto”, osservano le ong italiane e “anziché dichiarare guerra ad una parte dell’umanità, l’Occidente si deve interrogare se questo modello di globalizzazione sia la soluzione per garantire a tutti i popoli uno sviluppo stabile ed una convivenza pacifica”. Per le ong “la cooperazione internazionale e l’educazione alla mondialità” rimangono “gli strumenti privilegiati per il raggiungimento della pace, oggi più che mai unica soluzione possibile per il futuro dell’intera umanità”. Allo stesso modo il concetto di giustizia “impone anche l’individuazione delle colpevolezze e la loro persecuzione, nel rispetto del diritto internazionale, ovunque essi avvengano”. “L’azione contro il terrorismo – puntualizzano – deve essere però accompagnata da una nuova volontà politica della comunità internazionale per garantire a tutti, ed in particolare a quel miliardo e 300mila poveri costretti a condizioni di vita di estrema povertà, l’accesso al cibo, all’acqua potabile, ai farmaci essenziali”.