CEI: CONSIGLIO PERMANENTE: MONS. BREGANTINI, SULLA GLOBALIZZAZIONE LA CHIESA DEVE “GUARDARE AVANTI”

I recenti fatti di Genova “vanno letti con molta riflessione, acutezza e tempestività, senza in qualche modo ‘farci giocare’ dagli avvenimenti, ma anzi prevedendoli”, come è avvenuto nell’incontro dei gruppi, associazioni, movimenti cattolici che ha preceduto il G8 di Genova. E’ un invito a “guardare avanti”, quello rivolto attraverso il Sir da mons. Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, al mondo cattolico; l’occasione è il Consiglio permanente della Cei, che si concluderà domani a Pisa. Commentando per il Sir l’ampia parte della prolusione del card. Ruini dedicata al rapporto tra Chiesa e globalizzazione, dopo il vertice di Genova, Bregantini sottolinea che per i cattolici “è sempre più importante proseguire nell’impegno di educazione alla mondialità, portato avanti da diocesi, gruppi, associazioni e movimenti, perché i giovani, se non educati, tendono a chiudersi. Abituati a crescere in un mondo globalizzato, i giovani devono imparare a capire che questo mondo non è tale solo perché c’è Internet, ma perché dà l’opportunità di confrontarsi con popoli, modelli e stili di vita molto diversi tra loro, che vanno conosciuti e affrontati in un’ottica di dialogo aperto, che parta dalla consapevolezza della propria identità”. I tragici fatti americani, commenta Bregantini, “hanno scosso, ma hanno anche fatto molto riflettere sulla fragilità del tempo, sulla necessità di un mondo d’amore e non di violenza, sull’urgenza di rivedere alcuni stili di vita”. E un contributo importante di riflessione su com’è cambiato, e come dovrà cambiare, il mondo dopo l’11 settembre potrà venire anche dalle Settimane sociali dei cattolici italiani, la cui prossima edizione è all’esame dei vescovi in questo Consiglio permanente. Anche se il tema non è stato ancora definito, per mons. Bregantini la parola “comunicare” potrà essere il simbolo dello “stile di vita scelto dalla Chiesa per annunciare alla società, alle parrocchie, alla gente della strada, all’uomo smarrito di oggi, la ‘rivoluzione’ del Vangelo. Senza paura, sapendo che l’educazione alla pace resta l’obiettivo ed il frutto più maturo della giustizia”.