VESCOVI SVIZZERI SU ABORTO: MISURE IN FAVORE DELLA FAMIGLIA PER AIUTARE LE DONNE

Nessuna indicazione di voto, semplicemente la convinzione che per evitare il ricorso delle donne all’interruzione di gravidanza occorrono “volontà politica”, senso di “realismo” e “misure di accompagnamento” a favore della famiglia “degne di questo nome”. E’ quanto ribadiscono i vescovi cattolici in un comunicato diffuso oggi per precisare i “malintesi” e le “false interpretazioni” con cui era stata accolta una loro dichiarazione relativa appunto all’interruzione di gravidanza. Il comunicato era stato diffuso il 5 settembre scorso, in vista della campagna annunciata dal governo per il referendum sull’aborto, in merito al quale i cittadini svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi l’estate prossima. Nella dichiarazione, la Conferenza episcopale invitava “i credenti e l’insieme della popolazione svizzera di impegnarsi attivamente per una migliore protezione della madre e del bambino” ma “non dava – si legge nel testo diffuso oggi – nessuna indicazione di voto”. “Gli autori dell’iniziativa – scrivono i vescovi – devono accettare l’idea che altri, oltre a loro, desiderano impegnarsi per una protezione senza compromessi della vita nascente”. Ma per l’episcopato, “è dare prova di responsabilità proporre un cammino politicamente realista e percorribile, senza perdere però l’obiettivo fondamentale della protezione dei più deboli”. I vescovi ringraziano infine tutti coloro che si impegnano per la protezione della vita nascente” e chiedono di “unire le forze” che esistono all’interno di tutte le Chiese, nei movimento “pro-life” e in numerose organizzazioni, confessionali e non”. “Insieme – si legge nel comunicato – è possibile battersi contro la cultura della morte e lanciare una riflessione seria sulle misure reali in favore della famiglia, e in conseguenza e in un secondo tempo, di una legge che rifiuti l’aborto ma che sia applicabile e rispettosa dei fondamentali valori umani”.