CONSIGLIO PERMANENTE: CARD. RUINI, NO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, SÌ ALL’INTEGRAZIONE

Un disegno di legge “orientato in senso piuttosto restrittivo e già fortemente discusso”: così il card. Camillo Ruini, aprendo oggi i lavori del Consiglio permanente della Cei (in svolgimento a Pisa fino al 27 settembre) ha definito il provvedimento varato dal governo nei giorni scorsi, in merito al quale si dovrà “trovare un non facile punto di sintesi che contemperi da una parte le esigenze di accoglienza e il rispetto dei diritti inalienabili delle persone e delle famiglie, dall’altra i criteri di un efficace contrasto dell’immigrazione clandestina e delle possibilità di una proficua integrazione nel nostro tessuto sociale”. “Non meno importante della legge”, però, secondo i vescovi “è l’impegno concreto e coordinato dei vari organi della pubblica amministrazione”, mentre “resta indispensabile e preziosa” l’opera di volontariato svolta dalle comunità e organizzazioni ecclesiali. Sul piano economico, ha proseguito il presidente dei vescovi analizzando la situazione del nostro Paese, la tragedia dell’11 settembre ha prodotto “contraccolpi difficilmente circoscrivibili”, che richiedono “un grande sforzo collettivo e il più possibile solidale, in Italia come sul piano internazionale, per contrastare le spinte recessive e dare nuovo impulso allo sviluppo”. A richiedere “approcci innovativi e al contempo solidali” sono, inoltre, “gli snodi fondamentali del lavoro e dell’occupazione e le problematiche del prelievo fiscale, della previdenza e della sicurezza sociale”. Una “sfida centrale” per il Paese, ha concluso Ruini, è poi lo sviluppo del Mezzogiorno e la sua “piena integrazione nel nostro sistema economico e sociale, nel rispetto e nella valorizzazione delle sue attitudini e risorse peculiari”.