Mettere a confronto i diversi stili di aggregazione, aiutare lo scambio di esperienze, far crescere sempre di più gli oratori come “luogo di educazione alla fede delle giovani generazioni”. Con questi obiettivi si è costituito il Forum degli Oratori Italiani, una convergenza di tutti i principali organismi ecclesiali nazionali, regionali e diocesani che promuovono l’oratorio. A presentarne i compiti è don Domenico Segalini, direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei al termine della assemblea costitutiva e ed elettiva che si è riunita nei giorni 22-23 settembre a Roma. “L’oratorio in Italia – spiega don Segalini – ha una ricchezza di modi di esprimersi che va mantenuta e approfondita”. “Sono una popolare iniziazione cristiana – aggiunge – che, oltre le esperienze di celebrazione sacramentale, introducono i giovani alla vita cristiana quotidiana. Per questo la varietà delle impostazioni non va omologata, né semplificata”. “Ogni oratorio – precisa Segalini – ha un suo stile e crea uno stile di vita cristiana con il caratteristico sapore della quotidianità e della sperimentazione di rapporti umani sempre di nuovo ispirati al Vangelo”. A Roma, si sono già individuati alcuni dei compiti che dovrà svolgere il Forum: si va da un’attività di studio e di ricerca (mappatura degli oratori; inchiesta sui preadolescenti; collaborazione con istituti superiore di cultura) ad una attività di promozione e scambi di materiale formativo. Si sta pensando anche di definire una pagina web e di attivare una consulenza giuridica, per verificare anche “la possibilità di partecipare agli organismi statali di programmazione e progettazione delle politiche giovanili”. Al termine dell’assemblea, si sono eletti anche i 7 membri della segreteria nazionale. Il presidente e il vicepresidente sono rispettivamente don Massimiliano Sabbadini, incaricato degli oratori lombardi, e suor Manuela Robazza, delle suore salesiane. Gli altri membri sono Daniele Pasquini, Giulio Bernardinello, Mauro Bignami, Massimo Cicconi, don Luigi Lombardi.