“In Kazakhstan siamo contenti di dare il benevenuto al Papa” e, dopo gli attentati a New York e Washington “vogliamo ricordare a tutti che l’Islam non è terrorismo”: può essere così sintetizzata l’intervista rilasciata da Wungar Haj Omirbeg, portavoce della Grande Moschea di Almaty (Kazakhstan), a p. Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Fides, e rilanciata oggi dall’agenzia internazionale. “Come musulmani – afferma Wungar Haj Omirbeg, interrogato da Fides sulle aspettative della visita del Pontefice – contiamo molto sulla visita del Papa e pensiamo che riceveremo tanto. Tutti quelli che lavorano per la concordia e la pace nel mondo, sono benvenuti in questo paese”. Ed, aggiunge: “La visita di Giovanni Paolo II è la prima di un capo del Vaticano. Il Papa è qui conosciuto come una persona buona e gentile”. Perciò, “ci reputiamo – spiega a Fides – fortunati di ospitare Giovanni Paolo II. Questa sua visita ci aiuterà a riconoscere che siamo tutti figli di un un unico Dio e che, come religiosi, abbiamo una base comune: Dio, la fede, la pace”. Per tutti questi motivi, “il Gran Mufti – annuncia tramite l’agenzia Fides – sarà presente alla cerimonia di benvenuto e rivolgerà al papa un discorso”. Il portavoce della Grande Moscea di Almaty ha voluto sottolineare, poi, all’agenzia Fides come “in Kazakhstan e alla moschea siano molto addolorati per quello che è successo negli Usa”. In questo momento “il mio cuore – continua, parlando con il direttore di Fides degli attentati in America – è con il popolo americano. Ma bisogna anche precisare che se l’attenato è stato fatto da un musulmano, ciò non vuol dire che tutto l’Islam in blocco è colpevole o che l’Occidente debba scaricare la colpa sulla nostra religione”.