“È importante approfondire la conoscenza e il superamento di pregiudizi tra i cristiani e i fedeli dell’Islam, cogliendo le opportunità offerte dalle migrazioni, dagli scambi internazionali, dai media”. E’ il parere di don Antonio Cecconi, vicepresidente della Caritas italiana, a proposito del rischio di generalizzazioni e di ulteriori pregiudizi nei confronti dei musulmani, dopo gli attentati agli Stati Uniti. Ad avviso del sacerdote “bisogna assolutamente evitare la criminalizzazione e il sospetto verso tutti i musulmani” perché c’è “un Islam che coltiva il dialogo e la tolleranza, che vuole misurarsi con la democrazia ed incontrarsi con le altre religioni”.” “Per questo “bisogna coltivare tutti i possibili spazi di conoscenza, collaborare nella lotta alla povertà e nella promozione dei diritti umani”, chiamando alle loro responsabilità “sia gli intellettuali dell’Islam disponibili, sia i molti musulmani coi quali in questi anni le nostre parrocchie e famiglie hanno sviluppato amicizia e reciprocità, andando oltre l’iniziale assistenza”.” “Così, sostiene don Cecconi, la Chiesa cattolica “potrà favorire pure tra i musulmani il discernimento sui possibili diversi modi di vivere l’Islam. Soprattutto faremo la nostra parte per evitare di dividere il mondo in due in base alla religione, mentre qualcuno ipotizza uno scontro di civiltà di cui saremmo solo all’inizio”. Infine “bisogna sviluppare il dialogo tra le religioni, rilanciare l’ecumenismo, recuperare e moltiplicare gesti di forte contenuto simbolico come l’incontro di Assisi del 1986″. In Europa vivono circa 22 milioni di musulmani. Le comunità più numerose sono in Francia (4 milioni) e Germania (3 milioni). A fine ’99, secondo il dossier statistico sull’immigrazione 2000 della Caritas di Roma, l’Italia contava 544 mila immigrati musulmani, in maggioranza provenienti dall’Africa (81,9%), seguita dall’Asia (24,8%) e dall’Europa (21,1%), cui devono aggiungersi circa 10mila italiani convertiti all’Islam. ” “