ATTENTATI USA: LE CHIESE DI GERMANIA E AUSTRIA, “NON REAGIRE CON L’ARMA DELL’ODIO E DELLA VIOLENZA”

Dopo gli attentati di New York e Washington, l’umanità “non può riuscire da sola a superare i sentimenti di terrore e di radicale insicurezza”. A richiamare la responsabilità degli uomini di fede è stato il cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, si è chiesto, durante una cerimonia ecumenica tenutasi a Dusseldorf il 14 settembre scorso. Di fronte all’orrore della violenza, ai “tanti crocifissi della storia, come i fratelli trucidati in questi giorni” – ha detto il cardinale – la “risposta degli uomini di fede” è quella di “guardare attraverso la sofferenza per trovare la forza di non reagire con l’arma dell’odio e di ulteriore violenza”. Attraverso la forza derivante dalla “follia della croce” l’uomo trova così la capacità “di impegnarsi instancabilmente per la pace”. Manfred Koch, presidente del Consiglio delle Chiese evangeliche tedesche ha sottolineato che la fede non “giustifica mai la violenza attraverso motivazioni religiose o ideologiche”, colui che lo fa – ha aggiunto – “rientra piuttosto nell’eresia”. In una celebrazione ecumenica tenutasi a Berlino proprio all’indomani della strage il cardinale Georg Sterzinsky aveva chiesto a Dio “di illuminare i politici” perché siano guidati da “saggezza, accortezza e forza” ed ha invitato gli uomini di fede “a perseguire sulla via della pace, del dialogo e della riconciliazione tra i credenti, un compito che non può mai considerarsi esaurito”. Per il cardinale Franz Koenig, arcivescovo emerito di Vienna, di fronte “alla fragilità degli uomini” messa a nudo dalla tragedia di Washington e New York “c’è bisogno di riflessione e di pazienza”. E’ necessario “anzitutto liberare il cuore dai pensieri malvagi” per “assicurare una convivenza pacifica” che è poi “il desiderio della stragrande maggioranza degli uomini”. Cedere invece alla “vendetta e all’odio – ha aggiunto l’arcivescovo – significherebbe dimenticare che in questo modo l’umanità può soltanto distruggersi”.