ATTACCO USA: A.I.GARCÌA (REGINA APOSTOLORUM), “CHI PRENDE DECISIONI SUICIDE NON È UN MARTIRE”

“All’interno della religione islamica non c’è niente che induca alla guerra di religione o peggio ancora a questi atti violenti e criminali che hanno colpito gli Usa”. E’ la convinzione espressa al Sir da Antonio Izquierdo García, docente di Nuovo Testamento nell’ateneo Regina Apostolorum.” ” “Nel Corano – afferma il docente, impegnato in questi giorni in un incontro internazionale sull’ispirazione della Sacra Scrittura che si tiene nello stesso ateneo – non c’è nulla che affermi la bontà del suicidio, al contrario, il suicidio viene escluso. Né tantomeno gli attentatori possono essere considerati martiri”. “Il martire – spiega, infatti, Garcìa – riceve la morte per la fede che professa, non la provoca. I kamikaze non hanno patito la morte ma l’hanno procurata a se stessi e ad altri”.” “Visioni comuni che ricordano quelle tra la Bibbia ed il Corano. “Innanzitutto, sotto l’aspetto dei contenuti, i due testi presentano una fede nello stesso Dio, creatore, misericordioso, paziente e con numerosi altri attributi comuni sia al Cristianesimo che all’Islam. Poi anche un grande apprezzamento verso Gesù, come profeta e verso la Madonna. Senza dimenticare che gli islamici si considerano anche ‘figli di Abramo’ e dunque come tali uniti ai cristiani ed agli ebrei per questo ceppo comune”. “In un momento tragico come questo – conclude il docente – il rapporto tra le fedi e le religioni non deve fermarsi. Quello del dialogo è un cammino da percorrere fino in fondo per ritrovare la speranza della pace”. ” “” “” “