Fede nella verità, carità, speranza queste le tre virtù che l’arcivescovo mons. John P. Foley ha raccomandato ai giovani giornalisti dell’Unione cattolica internazionale della stampa (Ucip), riuniti in questi giorni a Friburgo (Svizzera) per riflettere sui “media di fronte alla sfida della globalizzazione”. “Abbiate anzitutto il fermo desiderio di servire la verità, non l’ideologia, i pregiudizi personali, la correttezza politica o il conformismo”. Occorre inoltre, ha proseguito l’arcivescovo, un profondo senso di responsabilità: “Una parola detta, una parola stampata, un’immagine televisiva non possono essere richiamate indietro; se quella parola è sbagliata, si provoca un danno incalcolabile alla reputazione di una persona o di un bene”. ” “Quindi la virtù della carità: “Osservando il nostro mondo travagliato non abbiamo bisogno della rabbia e dell’odio; abbiamo invece bisogno di strumenti di pace”. Infine, giornalisti quali donne e uomini di speranza perché, ha detto ancora l’arcivescovo, “essere giornalisti significa contribuire alla costruzione di una società migliore. Trovare segni e uomini di speranza può indurre gli altri ad emularli o essere ispirati da nuove idee. La verità che i giornalisti devono sempre cercare, infatti, non consiste solo in cattive notizie, quali guerre, violenze, terrorismo, corruzione, ma anche in molte buone notizie: a cominciare dal costante, segreto eroismo di coloro che si impegnano nel servizio ai fratelli”. ” “