Un appello a difendere il pluralismo culturale e religioso, senza però farlo diventare “fonte di incomprensioni tra i popoli” o “motivo di conflitto”: a lanciarlo è stato il Papa, ricevendo oggi il nuovo ambasciatore del Kazazhstan presso la Santa Sede, Nurlan Danenov, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Dopo gli accenni fatti sabato scorso, accogliendo il nuovo ambasciatore dell’Armenia, Edward Nalbandian, in un’analoga cerimonia, Giovanni Paolo II è tornato a riferirsi al suo 95° viaggio apostolico, in Armenia e Kazahkistan, che comincerà sabato prossimo, 22 settembre, proprio con l’arrivo ad Astana, capitale della giovane ex Repubblica sovietica, dove il Papa rimarrà fino al 25 settembre, per poi proseguire per l’Armenia. In particolare, il Pontefice ha ringraziato le “autorità civili e religiose”, “generosamente” impegnate nella preparazione del viaggio, che il Santo Padre si è dichiarato “lieto” di compiere in un Paese dove convivono “differenti etnie, con culture, lingue e religioni differenti”, e dove ciascuna di esse è chiamata al “rispetto attento delle altre per superare eventuali tensioni”. “Formare una comunità nazionale arricchita dalle diversità di ciascuno”, ha ricordato, infatti, il Papa è al tempo stesso una “sfida” – poiché “in passato, le diversità tra le culture si sono spesso rivelate fonte di incomptrnsioni tra i popoli, e anche motivi di conflitti” – ed un'”opportunità”, perché la comunione non è mai “una riduzione all’uniformità, né una riconoscenza forzata, né un’assimilazione”, ma al contrario “la convergenza di una varietà multiforme, segno di ricchezza e promessa di sviluppo”. Di qui l’invito, rivolto dal Papa al Zazakhstan a dieci anni dall’indipendenza, a “continuare la sua marcia pacifica” nell’ottica “del dialogo tra le culture, dello sviluppo della collaborazione con i Paesi vicini e dell’integrazione alla comunità internazionale”. La libertà religiosa, ha sottolineato il Papa riferendosi al “pluralismo religioso” del Kazakhstan, è un “bene prezioso” che invita tutte le comunità religiose a “concorrere al bene comune”. Il Papa ha esortato, infine, la comunità cattolica a “testimoniare la ricchezza del Vangelo, nella cura del dialogo con tutti i fratelli” e a continuare a partecipare “attivamente alla vita della nazione e al suo sviluppo umano e spirituale”.