IMMIGRAZIONE: INDAGINE PEOPLESWG, ” ITALIANI UN PO’ PIÙ APERTI E ACCOGLIENTI” ” (2)

Le relazioni con le persone con cui si vivono rapporti di amicizia o vicinato, ha spiegato Pessato, sono poi “la chiave di volta della verifica del livello di accettazione dell’immigrato”. L’indagine rileva a questo proposito una certa quota di disagio: circa 3 intervistati su 10 confessano di non riuscire ad instaurare reali momenti di prossimità con gli italiani. Rispetto alla questione “integrazione”, il campione si divide in parti uguali: per una parte degli intervistati è il mantenimento della propria identità ad essere vissuto come elemento prioritario (47,6%), per l’altra l’obiettivo primario è il raggiungimento di una piena integrazione nella società di accoglienza (48,6%). Tuttavia gli intervistati chiedono un’ampia tutela della pratica religiosa e dell’esercizio di costumi e tradizioni e il riconoscimento culturale e della propria identità. La provenienza degli intervistati risulta infatti fortemente diversificata e segnala la prevalenza di tre grandi aree geografiche di origine: quella che fa riferimento al mondo arabo, l’Africa cosiddetta “nera” e la parte europea ex comunista. Dal punto di vista religioso, il cattolicesimo e l’islam sono le professioni di fede più rappresentate. 8 intervistati su 10 si dichiarano “non pentiti della scelta compiuta venendo in Italia”, mentre un terzo degli immigrati interpellati sostiene di voler far ritorno nel proprio Paese; la restante parte pensa invece di volersi fermare e un quarto ha già preso la decisione di stabilirsi definitivamente in Italia. Sotto il profilo occupazionale, la maggioranza degli intervistati risulta svolgere, a diverso titolo, un’attività lavorativa e proprio per questo solo un terzo di essi denuncia di trovarsi in difficoltà economica. Rispetto al rapporto con le istituzioni prevale un atteggiamento di fiducia nei confronti del governo italiano (55,6%) e delle forze dell’ordine (55%), anche se il 37,6% dichiara di avere avuto maggiori difficoltà con le questure e la polizia. Al primo posto tra le strutture da cui gli immigrati ricevono aiuto sono la Caritas e le altre associazioni di volontariato (22,7%).” “” “” “