Il vescovo di Verona, Flavio Roberto Carraro, ha espresso pubblicamente, con una presa di posizione scritta, il suo dissenso sull’iniziativa della Lega Nord cittadina, di raccogliere firme contro gli zingari e il campo nomadi. Parlando anzitutto “come cittadino”, mons. Carraro sottolinea che “queste persone, che vengono così pesantemente discriminate, sono a tutti gli effetti cittadini italiani, e molti di loro sono iscritti all’anagrafe della città di Verona”. Oltre a ricordare l’art. 3 della Costituzione sulla “pari dignità” di tutti i cittadini, il vescovo ricorda anche che “una legge regionale, la n. 54 del 22 dicembre 1989, dispone l’attribuzione di fondi a comuni … per l’allestimento di dignitosi spazi di sosta e per l’assunzione di provvedimenti a tutela della loro peculiare identità”. Esprimendosi poi, nella seconda parte dello scritto, “come cristiano”, rammenta “il valore supremo di ogni persona, a prescindere da qualsiasi valutazione morale o di merito” e auspica che si giunga “a coltivare sentimenti di tolleranza e di pacificazione sociale, evitando il pericolo di linguaggi violenti o intolleranti, che rischiano di aprire negli animi sentimenti di rifiuto e aggressività”. Il Vescovo ha avuto anche un pensiero per l’aspetto politico di questa vicenda, invitando i cittadini veronesi a “valutare con sapienza la pericolosità di alcune indicazioni politiche, evitando le scorciatoie emotive, ma reclamando l’adozione di soluzioni dignitose e rispettose di tutti, da parte di chi ci governa”.