UCIP: IL CORDOGLIO DEI GIORNALISTI CATTOLICI PER GLI ATTENTATI IN USA

Stanno giungendo quasi mille giornalisti a Friburgo, in Svizzera. Arrivano da oltre cento Paesi del mondo, per il congresso mondiale dell’Ucip, l’Unione cattolica internazionale della stampa, che si apre oggi. “I colleghi statunitensi mi hanno assicurato che non mancheranno, compatibilmente con gli impegni di lavoro e con la situazione di emergenza nazionale in cui si trovano”, rassicura Joseph Chittilappilly, segretario generale dell’organizzazione. ” “Se il tema previsto per il congresso era “I media di fronte alla sfida della globalizzazione”, ora, dopo i tragici attentati che hanno sconvolto l’opinione pubblica mondiale, la riflessione dei giornalisti di tutto il mondo riuniti a Friburgo si concentra anche sul problema della “globalizzazione della violenza”. Ci auguriamo, afferma il segretario dell’Ucip, che “il congresso sia un luogo di riflessione, analisi ma anche di sostegno spirituale e psicologico per le vittime della violenza dei giorni scorsi”. Intanto, a fare le spese dei maggiori controlli e delle restrizioni alla libertà di circolazione sono stati i giornalisti africani e dell’America latina. Gli organizzatori hanno fatto appello alle autorità elvetiche perché sblocchino il rilascio dei visti ai colleghi della Nigeria, del Sudan, del Congo, della Colombia e di altri paesi ancora.” “Il congresso dura una settimana ed è articolato in tre momenti: l’incontro dei giovani giornalisti, il congresso mondiale e l’assemblea generale dell’Ucip per l’elezione del nuovo presidente e delle altre cariche elettive. I lavori si concluderanno domenica 23 settembre. Filo conduttore è il tema della globalizzazione sul quale si confrontano giornalisti, intellettuali, politici del Nord e del Sud del mondo. Intervengono, tra gli altri, Jean Marie Messier, presidente della multinazionale della comunicazione Vivendi, l’arcivescovo mons. Foley, il docente italiano Riccardo Petrella, il ministro degli esteri svizzero, Joseph Deiss e numerosi giornalisti e rappresentanti del mondo editoriale africano e latino americano. ” “