WALTER CRONKITE: UN GIORNALISMO RIGOROSO E RESPONSABILE

“Desidero ringraziare il rettore e tutta l’istituzione universitaria per il riconoscimento conferitomi oggi, ma io non ho particolari meriti, se non la fortuna di appartenere ad una generazione che ha vissuto i più grandi cambiamenti del secolo”: così l’ottantacinquenne giornalista televisivo Walter Cronkite, che ha ricevuto stamani all’Università “La Sapienza” di Roma la prima laurea honoris causa in Scienze della comunicazione. Cronkite, per 49 anni alla Cbs News e per 19 conduttore del principale telegiornale degli Stati Uniti – suoi, tra l’altro, la telecronaca in diretta dell’assassinio di Kennedy e i più drammatici reportages dal Vietnam – ha saputo creare, secondo il rettore de “La Sapienza”, Giuseppe D’Ascenzo, “uno standard morale e professionale televisivo riconosciuto in tutto il mondo” improntato a “responsabilità verso la comunità” e “capacità di ‘leggere’ la società”; un “modello imparziale e rigoroso” perseguito attraverso “il coraggio giornalistico di mantenere le proprie posizioni di fronte ad ogni genere di pressione”. “Avrei voluto esprimere severe critiche nei confronti della tv americana di oggi – ha affermato Cronkite, che domani inaugurerà a Reggio Emilia la 53a edizione del Prix Italia, il più antico concorso radiotelevisivo mondiale – che non sa fare informazione in modo adeguato e abbassa il livello culturale del pubblico con scadenti programmi di intrattenimento, ma non è opportuno farlo oggi, giornata di lutto per il Paese. Voglio dirvi, invece, che sono orgoglioso per l’elevato standard etico riscontrato nell’informazione di questi tragici eventi che non ha mai concesso spazio al sensazionalismo”. Di fronte al rischio di islamofobia un monito alla pacatezza, ricordando che “anche noi cristiani abbiamo attuato comportamenti aggressivi mascherati con il nome di ‘crociate'”, e un invito a “sviluppare l’autentica scienza della politica e delle relazioni umane per raggiungere il cuore degli uomini”. “Una sfida incommensurabile – ha concluso – di fronte alla quale la formazione dei futuri giornalisti sarà determinante”.