SESSIONE ONU PER L’INFANZIA: I RAGAZZI AI LEADER DEL MONDO, “PER COSTRUIRE LA PACE ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO”

“Noi abbiamo già cominciato a costruire la pace. Sappiamo, però, che per raggiungere questa meta abbiamo bisogno di voi. Per questo chiediamo il vostro aiuto, specialmente là dove noi ragazzi non possiamo arrivare. Ogni giorno preghiamo per raggiungere questo obiettivo, certi che dal Cielo riceveremo l’aiuto per realizzare un mondo nuovo e più unito dove tutti gli uomini della terra possano vivere felici e come fratelli”. Si conclude con questa invocazione il “Messaggio per il futuro” che i “ragazzi per l’unità” del Movimento dei Focolari consegneranno ai responsabili dell’Unicef riuniti a New York per la Sessione speciale dell’Onu per l’infanzia (19-21 settembre). Il Messaggio – elaborato lo scorso anno a Tokyo con la collaborazione di ragazzi giapponesi di vari movimenti buddisti – ha raccolto in questi mesi 180 mila firme (ma il numero è in continuo aumento) ed è stato sottoscritto anche da personalità civili e religiose. “Desideriamo – scrivono i ragazzi – essere portavoce di tutti i ragazzi che nel mondo soffrono a causa dello sfruttamento, della guerra, delle malattie come l’Aids”. I ragazzi dicono di avere a cuore le “tante differenze ancora presenti tra Paesi ricchi dove dilaga il consumismo e Paesi poveri” e di desiderare un mondo in cui tutti i beni della terra sono “distribuiti in modo uguale”. “Il primo passo verso questa meta – aggiungono – vorremmo che fosse il condono del debito estero dei Paesi poveri in modo da permettere loro migliori possibilità di vita e di sviluppo”. Il messaggio chiede ai leader del mondo mettere “fine a tutte le guerre e conflitti”; di fare dello sport “occasione di incontro e di amicizia fra i popoli”; di difendere e preservare la natura; di fare attenzione alla “esperienza e saggezza” degli anziani. “Vorremmo – aggiungono i ragazzi – che la globalizzazione, verso cui il mondo si incammina, non fosse solo basata sull’aspetto finanziario ed economico ma sulla comunione tra le culture e le religioni, in modo che tutti gli uomini diventino una sola famiglia”.