L’isolamento dei giovani nelle isole minori dell’Italia è “frustrante e demotivante”. Le scuole – uniche agenzie educative e culturali – sono fortemente penalizzate. E così sempre più spesso i giovani sono obbligati a trasferirsi con le loro famiglie in terraferma per esercitare il diritto allo studio. La denuncia è del Consorzio delle scuole delle isole minori italiane che dal 20 al 22 settembre terrà il suo primo congresso nazionale nell’isola di S. Nicola (isole Tremiti). “La scelta di S. Nicola come luogo del Congresso – spiegano i responsabili del Consorzio – è legata alla situazione particolare, ma non unica, delle isole: vi è una sola allieva sul territorio e frequenta la scuola elementare”. Con la fuga degli studenti, “le isole minori – spiega Cristina Mostacci del Consorzio – rischiano, e già accade, di perdere, oltre che gli abitanti produttivi, anche il patrimonio culturale immenso che possedevano, la propria identità, e di divenire solo luoghi di generico turismo estivo fino ad esaurimento dell’ambiente”. Per far fronte alla situazione, il Consorzio chiede “la definizione rapida e prioritaria di un ‘contratto’ con operatori e dirigenti scolastici delle scuole isolane tale che spontaneamente gli stessi restino sulle isole per non meno di tre anni. Tutto ciò attraverso opportuni incentivi, facilitazioni di alloggio, formazione a distanza”. Viene richiesta anche la dotazione di “strumenti telematici (multimediali, videoconferenze, ecc.) che consentano di poter superare i condizionamenti dell’isolamento attraverso il contatto con il resto del mondo e la possibilità di instaurare confronti, collaborazioni, valutazioni”. Il Consorzio si è costituito nel febbraio del 2000 e riunisce le scuole operanti su tutte le isole minori italiane, per un totale di 44 isole, 35 comuni, 270 mila abitanti e 80 mila studenti. Maggiori informazioni sul sito Internet: www.bdp.it/isole.